Di fronte alla guerra, la gentilezza

Sono certa che sarà capitato a moltə di noi, due giovedì fa, di svegliarsi e di ritrovarsi con il cellulare in mano paralizzatə dallo sgomento, alle sei o sette del mattino. 

Nessuno di noi credeva possibile assistere, di nuovo, a degli orrori simili sul suolo Europeo. Eppure adesso, dopo due settimane di notizie e di bombe, con questa guerra terribile bisogna farci i conti. 

Le reazioni emotive personali sperimentate di fronte a una tragedia di questa portata sono molteplici, diverse, magari anche opposte, ma tutte legittime di essere sentite. L’essere terrorizatə, il non riuscire a pensare ad altro, il sentirsi impotenti, la preoccupazione, l’ansia e l’angoscia, ma anche l’allontanamento, il cercare di pensare ad altro, il non riuscire a leggere le notizie, la ricerca di normalità. Sentirsi coinvolti in prima persona e avere bisogno di “fare” qualcosa con le proprie mani, di manifestare, oppure il mettersi da parte per lasciare che chi ha la possibilità di aiutare abbia il campo libero. Ognuno e ognuna di noi reagisce in modo diverso e cerca di far fronte a questa tragedia con le risorse e gli strumenti che possiede (o che restano, dopo i due anni difficili che abbiamo vissuto). 

Personalmente dopo la paura ho sentito il bisogno di “fare” e con gli strumenti che avevo in mano (uno smartphone e una connessione internet, ma anche la mia famiglia ed amici e conoscenti sparsi nell’est Europa) sono riuscita a far sì che Anna arrivasse dall’Ucraina fino a casa nostra. Anna è di Kiev e la sua storia la potete trovare sui giornali locali che mi hanno chiesto di condividerla.

Quello che vorrei sottolineare, al di là del nostro incontro e di cosa potrebbe succedere in futuro, è che ognunə di noi ha la possibilità di fare la differenza senza per forza investire grandi risorse economiche, emotive o umanitarie. A fare la differenza è la Gentilezza. Essere gentili nei confronti delle altre persone, praticare la gentilezza quando si parla con qualcunə, quando si ascolta la sua storia, essere gentili nelle risposte che diamo, sia parlate che scritte. Usare questi potentissimi strumenti che ci stanno tutto il giorno tra le mani in modo attento, utile, rispettoso e sempre sempre sempre gentile.

Partendo da qui sapremo che – nel nostro piccolo – qualcosa di buono lo stiamo facendo. 

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